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Addio a Hubert de Givenchy

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20.03.2018

Hubert de Givenchy, leggenda dell’Haute Couture e fondatore della griffe omonima nel 1952, si è spento sabato 10 Marzo 2018 nel sonno, all'età di 91 anni.  La notizia è stata data dal suo compagno, lo stilista di alta moda Philippe Venet. 

Si può dire Hubert con la sua casa di moda definì l'idea di eleganza: vestì infatti donne come la regina Elisabetta II, Jacqueline Kennedy e  Audrey Hepburn, la sua musa. 

E' una sua creazione inftti il famoso tubino di "Colazione da Tiffany"  che diventò uno degli abiti più iconici del Novecento.

 

Hubert nasce nel 1927. Nel dopoguerra arriva a Parigi per seguire la passione  per la moda. 

Nel 1952, a soli 25 anni, inaugura il proprio atelier e il successo arriva subito. Critica e compratori non mancano e la sua blusa ' Bettina' diventa uno dei capi più celebrati e indossati del periodo. Nel 1953 conosce Audrey Hepburn, attrice che diventa da subito la sua musa. In lei, donna che si differenzia dallo stile del periodo in un'epoca di femme fatale e pin-up; Audrey ha una corporatura magrissima e in lei Givenchy trova la sua ambasciatrice ideale. Per lei crea l'abito a sacco, il mantello dal collo avvolgente, la gonna a palloncino, l'abito a bustino. Tutti capi che entrano nell'immaginario dell'eleganza che ancora oggi non smette di affascinare.

Il maestro massino di Hubert è stato Cristobal Balenciaga, altro grande nome della storia della moda. "Da lui ho imparato che non bisogna mai barare né nella vita né nel lavoro", racconterà, "lui e Vionnet per me sono stati i maestri più innovativi".  Alla morte di Balenciaga, nel 1968, ne eredita i clienti: Lauren Bacall, Grace di Monaco, Jacqueline Onassis e la duchessa di Windsor corrono così tutte a vestirsi da lui.

Discreto ed elegantissimo, senza troppo rumore vende il proprio marchio nel 1988 a LVMH per 45 milioni di dollari dopo 36 anni di successi da indipendente. Rimane direttore creativo per altri 7 anni quando, nel 1995, decide definitivamente di ritirarsi.

Negli anni si succedono John Galliano, Alexander McQueen Julien McDonald, Ozwald Boateng, Riccardo Tisci fino aClaire Waight Keller, attuale direttore creativo della maison.

Nel 1991, il Palais Galliera di Parigi gli dedica la retrospettiva "Givenchy 40 years of creation", raggruppando il lavoro di una vita. "Fin dalla mia infanzia sono stato sedotto dalla moda", dichiara in occasione dell'apertura della mostra. "Il mio lavoro è stato la mia vita. Il mio mestiere è stato il più bel lavoro che potessi fare ed ecco perché l'ho amato così tanto ed ecco perché l'ho scelto fin dall'inizio. Non smetterò mai di amarlo, mai".

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